Viaggio fatale di Katy Reichs

Nuovo caso per l’antropologa forense Temperance Brennan. Questa volta si trova a Bryson City (North Carolina). Il volo 228 della TransSouth con a bordo 88 persone esplode mentre sorvola Bryson City. Qualcosa non quadra, si fa fatica a ritrovare alcuni corpi, uno invece non si sa chi è e perché si trovava lì. Qualcuno vuol far fuori Brennan e non soltanto dal caso, ma dalla faccia della Terra.

Come anche negli altri precedenti che ho letto della Reichs su Temperance Brennan, anche questo romanzo è pieno di suspance, mistero, un pizzico di passione che non guasta mai e tanto amore per un nuovo amico peloso, che personalmente ho adorato.

Ritorna il bel tenente Andrew Ryan, che ci prova inesorabilmente con una Tempe sempre più confusa riguardo il loro rapporto. Torna anche l’ex marito di Tempe, l’indimenticabile amore. Ma tornano soprattutto i resti ritrovati di cadaveri. Schemi da decifrare su omicidi e sparizioni che sono avvenuti nel corso degli anni. Una setta? Una strana religione? O semplicemente serial killer a caccia di vecchietti indifesi? Una casa inviolabile e apparentemente disabitata è al centro dei pensieri di Tempe, convinta che all’interno si nascondano le risposte agli omicidi.

Accadono tante cose in un romanzo della Reichs, impossibile elencarli tutti senza spoilerarvi qualcosa di cruciale. L’unica cosa che posso dirvi è: date una possibilità a questa serie di romanzi thriller, sono come le ciliegie, uno tira l’altro!

Questa volta non ho dato cinque stelle, ma probabilmente perché Agosto è stato un mese pesante per le mie letture, ho faticato a terminarle tutte. Però sento già la mancanza di Tempe e non vedo l’ora di buttarmi sul suo prossimo romanzo!

Editore: Bur
Copertina flessibile: 11,40€
CD audio: 6,35€
Formato Kindle: 7,99€
Pagine:462

Morte verde di Ronald Arkham

Con questo libro dico addio al genere weard, non fa per me, non lo capisco come non ho capito questo libro.

Le premesse erano buone, una strana cometa nel cielo sembra portare qualcosa di tenebroso, incominciano ad esserci diverse sparizioni e due bimbetti protagonisti cercano di sopravvivere.

Purtroppo ad un certo punto mi sono persa. Non ho più capito cosa stava succedendo a chi stava succedendo e perché stava succedendo. Mi è dispiaciuto molto non aver capito questo piccolo romanzo, perché ci tenevo davvero tanto visto la trama che mi aveva incuriosita fin da subito, ma purtroppo il limite è mio, non capisco il weard. Ci ho provato più volte e ogni volta il libro non sono riuscita ad apprezzarlo.

Sicuramente lo consiglio agli amanti del genere, che lo apprezzeranno più di me e lo capiranno sicuramente meglio di me. Perciò non perdetevelo, oltretutto l’autore è sempre stato molto carino e disponibile e lo ringrazio.

Copertina flessibile: 4,99€
Formato Kindle: 0,00€
Pagine: 90

Vukovlad – Il signore dei lupi di Paolo Maurensig

Durante una vacanza, due coniugi fanno la conoscenza di due vecchietti un po’ troppo “appiccicosi”. Negli ultimi giorni, il marito della coppia anziana decide di cercare il marito della giovane coppia per raccontargli ciò che gli è successo durante l’invasione nazista nel ’39. Durante una notte, con i suoi commilitoni, per passare il tempo, incominciarono a raccontarsi vecchie storie superstiziose, tra streghe, lupi mannari e vampiri. Questi discorsi però nascono anche dal fatto che ci sono state alcune scomparse tra loro e nei villaggi limitrofi, tra cui un paesino chiamato solo T… in cui si fermano lui e il suo superiore. Vengono invitati ad una strana cena in cui sembra si stia celebrando uno sposalizio, non è ben chiaro ai nostri protagonisti. Vengono portati a vedere la grande dimora del Signore del paese, in cui vedono cose strane, come quadri ambigui, strane creature imbalsamate.

Per tutto il libri rimane questo alone di mistero, questa piccola tensione in sottofondo che ti porta a pensare che alla prossima pagina accadrà il peggio e invece non accade mai nulla. Mi è piaciuto? Assolutamente no. Mi ha lasciato l’amaro in bocca, io amante dei licantropi non ne ho letto mezza parola. Nessuna apparizione nemmeno per sbaglio, solo dicerie e supposizioni. Un vero peccato.

Ho scelto questa lettura per la tappa di Agosto della Reading the dark challenge su Instagram.

Editore: Mondadori
Copertina rigida: 19,69€
Copertina flessibile: 12,25€
Pagine: 109

Insomnia di Stephen King

Sei già stato qui…

No, King non ha utilizzato questo intro anche per questo libro, ma sarebbe stato proprio il caso, perché? Perché siamo di nuovo a Derry e il male a Derry non era solo It, ma è insito nella cittadina e probabilmente anche nei cittadini.

Il nostro protagonista, Ralph Roberts, ultrasettantenne, ha da poco perso la moglie e sta incominciando a soffrire di insonnia, ogni mattina si sveglia sempre prima, fino ad arrivare all’una di notte circa. Ma c’è un perché. Non è solo insonnia, ma qualcosa in lui sta cambiando, così come ad altre persone a Derry. Una forza del male sta tramando per fare una strage servendosi dell’aiuto di un essere che recide la vita della persone per divertimento, anche se fa parte di una trinità indispensabile alla vita del pianeta.

Questo libro è pieno di citazioni di precedenti libri di King, come ovviamente It. Ma troviamo anche citazioni a Pet Sematary e la saga della Torre Nera (che non ho ancora terminato) ed è sempre un piacere leggere queste citazioni ed è il motivo principale per cui ho deciso di leggere i libri di King in ordine cronologico, per non perdermi queste chicche, che si perderebbero leggendoli in ordine sparso.

In generale il libro mi è piaciuto, certo, non è il classico King, qui c’è del fantasy duro che personalmente non mi piace. Tipo gente che vola e spara raggi dalle dita, per me è troppo. Mi è piaciuto forse di più il fatto che si sia tornati a Derry, ma forse dopo It non era il caso perché questo libro non ne è all’altezza, d’altronde…cos’altro c’è all’altezza di It? (Ovviamente scherzo. Forse…😏)

Editore: Sperling & Kupfer
Copertina flessibile: 12,25€
Formato Kindle: 8,99€
Pagine: 746

Intervista col vampiro di Anne Rice

“Avevo venticinque anni quando diventai un vampiro, era il 1791…”

Louis è un proprietario di una piantagione a Point du Lac, bada alla madre, alla sorella e al fratello dopo la morte del padre, ma è proprio dopo la morte del fratello che Louis perde la voglia di vivere e occuparsi della famiglia e della piantagione. Lentamente si lascia andare, ma viene “salvato” da un vampiro, Lestat, che gli dona la vita eterna in cambio di un posto dove stare insieme al padre anziano e cieco. Louis acconsente e si fa trasformare in vampiro, ma non è come Lestat, non ama togliere la vita al prossimo. Vive con Lestat, sopportando le sue angherie, le sue violenze e omicidi, vorrebbe andarsene ma non riesce a staccarsi da questa relazione malsana. Ma poi fa un incontro con una bambina di cinque anni…

Louis racconta tutto questo di fronte ad un registratore, mentre un giovane giornalista pende incredulo dalle sue labbra.

Intervista col vampiro è il primo di una lunga saga “Le cronache dei vampiri” e da cui è stato tratto un film con attori del calibro di Brad Pitt, Tom Cruise, Christian Slater, Kristen Dunst e Antonio Banderas. Non è esattamente con il libro (come sempre del resto), ma è sicuramente da vedere.

Tutto il libro è impregnato di un alone gotico, quasi horror. Il modo in cui la Rice descrive i periodi in cui avvengono le varie vicissitudini di Louis e gli altri vampiri è molto intenso, sembra quasi di poter vedere con i propri occhi le strade e le abitazioni di New Orelans, vedere e sentire le persone che vengono sfiorate da queste bellissime e affascinanti creature.

Per me è stata una rilettura, la prima volta lo lessi nel 2006 e ne rimasi affascinata. Già innamorata delle Rice dopo aver letto “L’ora delle streghe”, ho voluto leggere tutte le sue opere e ora ho deciso di immergermi nuovamente in questa grande avventura anche grazie al gruppo di lettura con cui li sto leggendo.

Voi avete mai letto qualcosa di Anne Rice? Vi piace?

Editore: Tea Libri
Copertina flessibile: 9,60€
Pagine: 368

La luce del tempo presente di James Islington

«Non sarai mai dimenticato.»

Ultimo capitolo della saga Licanius Trilogy, 800 pagine di avventura, intrighi, lotte, amori persi e amori ritrovati. Ma non è solo una grande avventura fantasy, è anche una storia di amicizia solida e duratura, amicizia che non si ferma di fronte agli ostacoli e che anche se separati, restano uniti per un bene comune che comprende tutto il mondo.

In questo ultimo libro ritroviamo Asha nell’impresa di tenere integro il confine, l’Ilshara, diventando così sempre più potente e addestrata a imprese che fino a qualche anno prima non si sarebbe mai sognata. Wirr è alle prese con il consiglio, cerca di avere la loro fiducia, ma non ne avrà il tempo perché la città verrà attaccata e saranno costretti a scapare. Wirr si scoprirà un ottimo e instancabile condottiero. Caeden è alla ricerca della spada Licanius e di un modo per liberare Asha dal Tributario, un congendo per che aiuta a tenere in piedi l’Illshara, e a trovare un modo per salvare tutti da Shammaeloth, una malvagia divinità. Davian invece si trova sospeso in un punto del tempo con l’intento non solo di uscire da quella prigione, ma di aiutare Caeden nella sua impresa e ritornare dai loro amici.

I personaggi sono tanti, vi ho riportato solo i principali che sono sicura che faranno emozionare anche voi. Ho terminato il libro da qualche giorno ormai ma sento ancora la mancanza di tutti. E’ stato un viaggio faticoso, ma intenso. Ho riso, mi sono commossa, sono stata in tensione per gran parte delle scene di azione dove dovevano rischiare il tutto e per tutto per salvare il loro mondo. Ci sono state delle perdite che mi hanno fatto commuovere, rivelazioni che non mi aspettavo e che mi hanno riempito il cuore di gioia.

E’ una di quelle saghe da rileggere e sicuramente più avanti lo farò perché mi sono affezionata ad ogni personaggio.

Comunque James Islington, alla fine del libro ci assicura che ci sarà un altro libro spin off che riguardava due personaggi chiave che hanno aiutato durante un’importante battaglia.

E voi l’avete letta o avete intenzione di leggerla?

Editore: Fanucci Editore
Copertina rigida: 23,75€
Formato Kindle: 9,99€
Audiolibro: 9,99€
Pagine: 800

Cannibali moderni di Antonio Scotto di Carlo

Michele detto Micky è un aspirante attore che ha lasciato il suo paese per trasferirsi in città e far carriera, purtroppo però riesce a trovare solo un impiego come barista, sfruttato e pagato poco a malapena riesce ad arrivare a fine mese. Un giorno però la fortuna gli arride e conosce un anziano benestante, Don Cristò, con cui lega fin da subito. Don Cristò si affeziona talmente tanto che decide di assumerlo (in nero credo, non è specificato), come compagnia e aiutante nelle varie commissione che da solo non riuscirebbe a fare. Affezionato alla sua defunta moglie non ha mai voluto avere altri legami se non con una cagnetta, morta anch’essa. Grazie all’amicizia con Michele, Don Cristò decide di provare a lasciarsi andare, ma accidentalmente muore.

Per tutto il libro non c’è un narratore, tranne qualche breve capitolo di cui purtroppo non ne ho capito nè il senso nè l’utilità. L’autore è stato molto bravo ad usare questa tecnica chiamata ghoststoryteller, ma purtroppo a me non è piaciuta. Molto lento per la maggior parte del libro, tanto che spesso mi sono chiesta se fosse davvero un thriller. Alcuni dialoghi davvero troppo lunghi e a volte ho fatto fatica a capire chi stesse parlando quando i personaggi erano più di due perché appunto, senza un narratore mi è risultato difficile, tanto che spesso ho dovuto tornare indietro e rileggere.

Anche la fine, devo ammettere che mi ha lasciato l’amaro in bocca, non c’è una vera e propria sorpresa che non ti aspetti, anche se verso la fine si fa tutto più movimentato e interessante. Purtroppo ho sentito la mancanza di descrizione della narrazione, evidentemente è un mio limite o semplicemente gusti personali. Sicuramente grazie a questo libro ho scoperto che i libri ghostostoryteller non fanno per me, così come quelli dove non ci sono dialoghi, mi piacciono le cose un po’ più bilanciate.

Editore: Antonio Scotto di Carlo
Copertina flessibile: 11,99€
Formato Kindle: 0,00€
Pagine: 461

Il regno corrotto di Leigh Bardugo

“I corvi non dimenticano.”

Ultimo libro di questa dilogia che, devo ammetterlo, mi ha appassionato più della trilogia a questa precedente. Il world building è sempre lo stesso, ma spostato in un tempo in cui Alina è ormai morta e considerata una santa.

Nel precedente libro dal finale aperto, i nostri amici devono cercare di recuperare non solo i soldi promessi e mai dati, ma anche la loro amica Inej che è stata rapita. Kaz, insieme alla sua banda si ritrova così a dover organizzare diversi colpi per far crollare uomini ricchi e senza scrupoli, recuperare la loro amica, proteggere il ragazzo grisha in grado, forse, di creare un antidoto alla droga jurda parem e salvare i grisha che vogliono tornare sani e salvi a Ravka.

Un libro denso di azione e emozioni forti, ammetto di essermi addirittura commossa e questo non mi accade spesso per un libro, quindi vuol dire che la Bardugo è riuscita ad appassionarmi a tal punto da immedesimarmi in ogni personaggio, tutti ben costruiti. Non sono riuscita ad amarne solo uno, ognuno di loro è perfetto e bello così com’è. Anche la sua scrittura mi ha totalmente presa, diretta e chiara, senza fronzoli, senza divagare è riuscita sempre a tenere alta la mia attenzione. Mi è davvero dispiaciuto terminare il libro.

“Nessun rimpianto, nessun funerale.”

Editore: Mondadori
Copertina rigida: 18,90€
Formato Kindle: 9,99€
Pagine: 476

Resti umani di Kathy Reichs

“Poi trovammo il primo teschio. Era a faccia in su, come se le orbite colme di terra si fossero volute concedere un ultimo sguardo al cielo.”

In questo terzo libro la nostra Temperace Brennan dovrà affrontare una tra le tante lotte tra bikers che vogliono assicurarsi il giro di droga. Anche qui purtroppo deve far fronte al maschilismo che vige tra poliziotti e in questo caso anche bikers, non è facile, ma lei riesce ad imporsi con la sua intelligenza e spesso anche con la sua avventatezza grazie a cui si mette nei guai.

“Se a sei anni mi avessero dato una scatola di colori e mi avessero chiesto di disegnare il mio mondo, ne avrei usato uno solo. Il nero.”

La sua quasi relazione con il tenente Andrew Ryan non riesce a spiccare il volo a causa di un arresto proprio ai danni di quest’ultimo. Quindi preoccupata e spiazzata da questo avvenimento la sua mente non è lucidissima, se in più ci si mette il nipote, rientrato da un viaggio con il padre (con cui non ha un buon rapporto), che si trasferisce da Tempe e cacciandosi lui stesso nei guai.

“I’ve got sunschine on a cludy day…”

Anche questo terzo capitolo delle avventure dell’antropologa forense Brannan mi ha appassionato molto. I ritmi sono incalzanti proprio come piacciono a me. Un thriller mozzafiato che ti lascia incollata alle pagine.

Editore: Bur Biblioteca Univ. Rizzoli
Copertina flessibile: 11,40€
Formato Kindle: 7,99€
Pagine: 463

L’ultimo ospite di Paola Barbato

Flavio e Letizia, rispettivamente un affermato e famoso notaio e la sua assistente, ex ghost writer, si trovano rinchiusi in una vecchia villa per fare l’inventario di ciò che la padrona, appena morta, ha lasciato ai suoi eredi, visto che non ha mai voluto erigere un testamento. Insieme a loro ci sarà il docile cane Zora, non più giovanissima e con qualche acciacco.

Fin da subito sia Letizia che Zora non provano gran piacere nel ritrovarsi in una casa che sembra nascondere oscuri segreti. Segreti che lentamente vengono a galla anche grazie all’enorme fantasia che Letizia ha da sempre. Flavio però non bada molto a certi particolari o forse si costringe a non volerli vedere, tiene molto a Letizia e vorrebbe solo che stesse bene, ma soprattutto vuole terminare l’inventario e andare via da quel luogo che sente che non gli sta facendo bene.

Oscuri segreti si nascondono in ogni angolo della casa, personaggi prendono vita nella mente di Letizia, cercando di arrivare alla soluzione di alcuni enigmi. Ci riuscirà? Avrà capito tutto o si starà sbagliando? Cosa è disposta a fare pur di scoprire la verità?

Non è il primo libro che leggo della Barbato e come al solito mi ha preso per il naso. Per il 70-80% del libro ti fa credere di aver capito tutto e poi ti frega e di sorprende con un finale che non ti aspetti e questo, in un libro, mi fa impazzire, mi piace da morire.

Però, sì, lo so, non volevate un però, ma io ce lo devo mettere, perché purtroppo non ho sentito la stessa tensione che ho sentito negli altri suoi libri, l’ho trovato un po’ più fiacco, almeno per gran parte del libro e questo mi dispiace perché non vedevo l’ora di leggerlo. A proposito, ho letto questo libro in compagnia del gruppo di lettura su Telegram.

Editore: Piemme
Copertina rigida: 17,57€
Formato kindle: 9,99€
Pagine: 413

Crea il tuo sito web con WordPress.com
Crea il tuo sito